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Hanno scritto di Voghera
 

Così la ricorda Alberto Arbasino, vogherese classe 1930 : “ … era bello vivere nella nostra città, allora.
Era tutta raccolta nella cinta delle mura e le nuove costruzioni incominciavano a spingersi al di là della Circonvallazione vecchia, per lo più villette a uno o due piani circondate da giardini e orti ben coltivati. Uscivamo spesso dalla città in primavera, per una delle strade che a raggiera se ne dipartono, aprendosi in mezzo a quei giardini venuti a circondarla da ogni lato; dopo meno di un chilometro si era già in piena campagna, dove gli orti cedevano ai campi, e finivano anche i viali di platani e di ippocastani che ci avevano accompagnato con la loro ombra”.


 

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